[English version below]
Sono tornata in Italia per qualche giorno alla fine di settembre. Da qui è facile, un viaggio in aereo di due ore passa in un attimo. Sono i miei sentimenti a essere complicati, perché non so più come usare la parola tornare.
Da tre anni, con qualche breve pausa, vivo all’estero. La mia vita è un’altra vita rispetto a quella che avevo prima di partire per Kyoto, non mi sono lasciata dietro quasi nulla. Nella casa dei miei genitori ci sono ancora tante delle mie cose, ma i miei vestiti sono a Londra e la sensazione di non abitare più lì è forte.
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
11/10/15
20/06/14
Italia vs. Giappone, un post polemico
Avevo in mente di scrivere questo post da tanto tempo, e qualche giorno fa ho letto qualcosa che mi ha dato lo stimolo a dare infine una forma ai miei pensieri. Pare che gli italiani abbiano il vizio di lamentarsi spesso e volentieri, e dato che per una volta mi rivedo nello stereotipo nazionale vorrei condividere con voi le mie lamentele.
![]() |
| Piove governo ladro |
09/08/12
Vacanze romane: Museo nazionale d'arte orientale 'Giuseppe Tucci'
Ebbene sì, sono andata via per una settimana senza dire nulla.
Quest'anno, col Giappone in arrivo, ho optato per una vacanza breve e al risparmio e ne ho approfittato per visitare Roma.
Volendo appuntare solo pochi ricordi alla rinfusa, mi viene in mente la sensazione che tutta quella bellezza messa insieme fosse quasi troppa, il caldo massacrante sui vialoni asfaltati, l'acqua fresca delle fontanelle sparse ovunque, il terrore vero appena arrivati in città in macchina, tra sorpassi da destra e mancate precedenze, le passeggiate serali a Trastevere, le piccole abitudini a cui mi sono affezionata presto.
Ci ho pensato e ripensato in questi giorni, e nonostante certi scorci mozzafiato e alcuni luoghi che sono rimasti nel cuore sono certa che non potrei mai vivere felicemente in quella città così grande e caotica.
Alle attrazioni imperdibili ho voluto aggiungere il Museo nazionale d'arte orientale 'Giuseppe Tucci'. Il museo ha sede nel Palazzo Brancaccio, costruito tra il 1886 e il 1912 non distante dalla basilica di Santa Maria Maggiore, ed è stato aperto al pubblico nel 1958.
La collezione comprende opere e manufatti di epoche e provenienze diverse, dai reperti delle antiche civiltà del Vicino e Medio Oriente alle ceramiche iraniane, dalla scultura buddhista del Gandhara e dell'India ai dipinti tibetani su stoffa, per finire con una interessante sezione dedicata alla Corea e a un ridotto numero di opere che coprono a grandi linee il periodo tra il III millennio a.C. e il XX secolo d.C. in Cina e Giappone.
L'allestimento è ben curato e corredato da schede esaustive sul contesto storico e culturale originario degli oggetti esposti. La collezione, soprattutto per quanto riguarda l'Estremo Oriente, non è vastissima, ma vale comunque una visita.
Quest'anno, col Giappone in arrivo, ho optato per una vacanza breve e al risparmio e ne ho approfittato per visitare Roma.
Volendo appuntare solo pochi ricordi alla rinfusa, mi viene in mente la sensazione che tutta quella bellezza messa insieme fosse quasi troppa, il caldo massacrante sui vialoni asfaltati, l'acqua fresca delle fontanelle sparse ovunque, il terrore vero appena arrivati in città in macchina, tra sorpassi da destra e mancate precedenze, le passeggiate serali a Trastevere, le piccole abitudini a cui mi sono affezionata presto.
Ci ho pensato e ripensato in questi giorni, e nonostante certi scorci mozzafiato e alcuni luoghi che sono rimasti nel cuore sono certa che non potrei mai vivere felicemente in quella città così grande e caotica.
| Arte tibetana |
La collezione comprende opere e manufatti di epoche e provenienze diverse, dai reperti delle antiche civiltà del Vicino e Medio Oriente alle ceramiche iraniane, dalla scultura buddhista del Gandhara e dell'India ai dipinti tibetani su stoffa, per finire con una interessante sezione dedicata alla Corea e a un ridotto numero di opere che coprono a grandi linee il periodo tra il III millennio a.C. e il XX secolo d.C. in Cina e Giappone.
L'allestimento è ben curato e corredato da schede esaustive sul contesto storico e culturale originario degli oggetti esposti. La collezione, soprattutto per quanto riguarda l'Estremo Oriente, non è vastissima, ma vale comunque una visita.
22/12/11
Eventi: Nimi, festival giapponese
Domenica scorsa, grazie ad un paio di biglietti vinti per pura fortuna, sono stata al Nimi, festival giapponese che si è svolto presso la Fortezza da Basso a Firenze. Ho trovato gli allestimenti un po' scarsi, anche se immagino che organizzarsi in uno spazio grande e dispersivo come quello sia piuttosto impegnativo.
Ad ogni modo l'iniziativa è un piccolo paradiso per i nippofili: si passa dalle bancarelle kawaii ai gadget di anime e manga, dalle conferenze sulle arti tradizionali alla gara di cosplay, senza ovviamente farsi mancare lo stand del cibo giapponese.
Appena arrivati abbiamo assistito alla conferenza dell'incisore di timbri Zuifuu, che ci ha mostrato i vari materiali con cui lavora e i suoi strumenti. Ci sarebbe piaciuto farci fare un timbro personalizzato ma i costi non erano proprio economici.
Sul palco principale ci siamo poi goduti la performance dei Manjushaka, danzatori giapponesi che si ispirano alla tradizione del Sol Levante e la riadattano in chiave moderna. Lo spettacolo è stato probabilmente ciò che ho apprezzato maggiormente dell'intero festival, nonostante alcune imperfezioni che non ne hanno comunque minato il fascino.
Ad ogni modo l'iniziativa è un piccolo paradiso per i nippofili: si passa dalle bancarelle kawaii ai gadget di anime e manga, dalle conferenze sulle arti tradizionali alla gara di cosplay, senza ovviamente farsi mancare lo stand del cibo giapponese.
Appena arrivati abbiamo assistito alla conferenza dell'incisore di timbri Zuifuu, che ci ha mostrato i vari materiali con cui lavora e i suoi strumenti. Ci sarebbe piaciuto farci fare un timbro personalizzato ma i costi non erano proprio economici.
Sul palco principale ci siamo poi goduti la performance dei Manjushaka, danzatori giapponesi che si ispirano alla tradizione del Sol Levante e la riadattano in chiave moderna. Lo spettacolo è stato probabilmente ciò che ho apprezzato maggiormente dell'intero festival, nonostante alcune imperfezioni che non ne hanno comunque minato il fascino.
Iscriviti a:
Post (Atom)


