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14/10/14

Giorno 2: Monte Takao e un incontro italiano ad Asakusa

Saluto Yokohama senza troppi struggimenti e sul treno che mi riporta a Shibuya penso al da farsi. Ho una lista di alcuni posti che vorrei vedere nella capitale, ma il richiamo della foresta è più forte: si va sul Monte Takao.

Yakuoin

06/10/14

Giorno 1: Yokohama, almeno c'è il mare

Come promesso, ecco la prima puntata del diario di viaggio.

Yokohama manhole
Tombino a Yokohama

Arrivo alla Stazione di Tokyo alle 7, una combinazione spazio-temporale alquanto sfavorevole: a quest’ora la città è ancora mezza addormentata, e qui ci sono uffici e poco altro. Circondata da ogni lato da tailleur e completi gessati, decido di prendere la metro per Omotesando e da lì camminare fino a Shibuya (da dove prenderò il treno per Yokohama) per ammazzare il tempo. Mi fermo a fare colazione da Starbucks, così posso accedere a internet e verificare per l’ennesima volta dove devo andare/come ci arrivo (sai mai che abbiano cambiato tutto nel giro di una notte) mentre mi faccio la mia dose mattutina di cioccolata.

27/07/14

Kyoto nascosta #5: Ishiyama-dera

A Kyoto è arrivata l’estate, quella stagione appiccicosa durante la quale appena usciti dalla doccia ne servirebbe subito un’altra, e andare in bici è come pedalare all'interno di un altoforno. Pur non invidiando i numerosi turisti che arrancano per le strade, più simili a un esercito di zombie stremati che ad allegre famigliole in vacanza, mi sono fatta forza e ho deciso di andare a vedere un tempio che per me ha un significato speciale, ma di cui l’anno scorso avevo rimandato la visita all’infinito – e come capita spesso quando si procrastinano le cose, non ci ero andata per nulla.

Ishiyama-dera
San-mon, l'ingresso principale al tempio

03/02/14

Kyoto nascosta 1.3: la parata dei demoni

Hyakki Yagyo KyotoLa Yōkai street è un luogo di Kyoto che amo molto. Uno dei matsuri (festival) più originali della città si svolge proprio lì, nella seconda metà di ottobre - lo scorso anno è stato il 19.
Hyakki Yagyō 百鬼夜行 (Parata notturna dei cento demoni) fa parte del folklore giapponese e ricorda un episodio risalente al periodo Heian (794-1185): durante un ciclo di "grandi pulizie" in città, gli uomini buttarono via tutti gli oggetti vecchi, ritenuti ormai inutili. Questi però, offesi e infuriati, si trasformarono in yōkai e entrarono nella città attraverso Ichijō-dōri, terrorizzando gli esseri umani.

Una notte all'anno decine di persone in abiti mostruosi e coloratissimi sfilano per Ichijō-dōri, spaventando i piccini e divertendo i grandi, mentre tutto intorno il mercato delle pulci e le numerose bancarelle di cibo da strada fanno affari d'oro.

Oltre ad essere un'occasione per rendere vivace una via altrimenti piuttosto tranquilla e frequentata solo da chi abita nei paraggi, l'evento è una vera festa di strada, con musica, costumi bellissimi e un'esuberanza rara in Giappone.

13/01/14

Kyoto nascosta #4: Takao

Dopo tanto tempo tornano i post sulla Kyoto nascosta, quella che difficilmente scoprirete durante una visita di pochi giorni. Ho ancora tanti luoghi da farvi scoprire, luoghi che riemergono man mano che riguardo e sistemo le migliaia di foto che ho scattato in Giappone.

Takao
Verso il Jingo-ji
Takao san 高尾山 (Monte Takao), un'area montuosa a un'ora di autobus dal centro di Kyoto, non si può a rigore definire un luogo "nascosto", ma sono pochi i turisti stranieri che si spingono fino a lì - fa eccezione forse il periodo autunnale.

16/07/13

Kyoto nascosta#3: le ortensie di Fujinomori jinja

Come ormai sapete, dato che ve l'ho ripetuto un milioncino di volte almeno, in Giappone ogni periodo dell'anno ha i suoi fiori, e per ogni fiore che sboccia c'è un tempio o un santuario che si fa bello e colorato.
Durante la stagione delle piogge, in giugno, sono le ortensie (nome scientifico Hydrangea perché, come mi ha spiegato Clyo, hanno appunto bisogno di tanta acqua) a tingere i giardini di blu, rosa e viola.

Fujinomori jinja

Giugno non è certamente il mese migliore per un viaggio in Giappone, ma se aveste la possibilità di visitare il suolo nipponico solo in questo periodo non scoraggiatevi, anche sotto la pioggia le città mantengono il loro fascino.

08/07/13

Kyoto nascosta #2: Daruma-dera

Da un po' di tempo mi proponevo di andare a vedere questo piccolo tempio, situato in una zona per nulla turistica e non semplicissimo da trovare per un viaggiatore di passaggio. Ne avevo letto su Kyoto Style, un blog molto interessante scritto da una guida giapponese che vive proprio a Kyoto, lettura preziosa per chiunque voglia viaggiare da queste parti e cerchi i consigli di qualcuno che davvero conosce la città, anche i suoi angoli più particolari.

Daruma-dera

Situato a nord-est dell'incrocio tra Marutamachi-dori e Nishinokyo-dori, il tempio si chiama in realtà Hōrin-ji 法輪寺, ma è stato ribattezzato Daruma-dera 達磨寺 per il gran numero di bambole Daruma - oltre 8000 - che i fedeli hanno regalato al tempio e sono ora conservate nel Darumado, una sala del complesso.
Le bambole Daruma, figurine senza gambe e braccia e con gli occhi bianchi, rappresentano Bodhidharma (in giapponese appunto Daruma), fondatore dello Zen. Per tradizione si usa esprimere un desiderio dipingendo con inchiostro nero uno degli occhi, e se si dovesse realizzare si dipingerà anche la seconda pupilla.

Oltre all'edificio contenente un'infinità di bambole, dalle forme e dimensioni più diverse, prestate attenzione alle onigawara 鬼瓦, le tegole decorative, anche loro dedicate a Daruma.

10/06/13

Io e Miroku

Miroku Bosatsu
Miroku Bosatsu del Kōryū-ji
Ieri sono andata al Kōryū-ji 広隆寺. Era una visita che, per qualche ragione, rimandavo da quando sono arrivata.
Il Kōryū-ji è il tempio più antico di Kyoto, fondato nel 603. Il complesso è stato distrutto e ricostruito più volte, ma il Kōdō - datato 1165 - rimane comunque il più antico edificio della città.
Il tempio in sé non è tra quelli che ammaliano il visitatore, ha un aspetto semplice e la vegetazione quasi nasconde alcune delle strutture. La vera meraviglia del Kōryū-ji, però, è preservata all'interno dello Shin-Reihōden: si tratta del primo Tesoro nazionale del Giappone, registrato come tale il 9 giugno 1951 (e mi rendo conto solo ora di essere andata a vederlo, del tutto casualmente, proprio nell'anniversario di quel giorno).
Il Miroku Bosatsu del Kōryū-ji (Hōkan Miroku 宝冠弥勒), di probabili origini coreane, è un'opera che mi ha lasciata a bocca aperta dalla prima volta in cui l'ho vista, durante la preparazione di un bellissimo esame di Storia dell'arte del Giappone.
Forse proprio per questo mi sono decisa ad andare a vederlo solo ora. Per paura di rimanere delusa, dopo averlo adorato dal primo istante. Mi rendo conto che ne parlo come di una persona in carne e ossa, ma per me in fondo è quasi come se lo fosse. Se credessi in qualche cosa, lui sarebbe la Madonna a cui offrire i miei voti.
Per la cronaca, Miroku è il nome giapponese per il sanscrito Maitreya, ovvero il Buddha del futuro.

03/06/13

Cose che amo di Kyoto // Things I love about Kyoto #3: Kamogawa

[English version below]

Il Kamogawa è il corso d'acqua che attraversa Kyoto da nord a sud, unendosi col fiume Takano all'altezza della stazione Demachi-yanagi.
È un luogo perfetto per passeggiare o fare una rilassante pedalata lungo gli argini, guardare la città che cambia, seguirne il corso fino a nord, oltre il santuario Kamigamo.
Se ci penso, credo sia quanto di più vicino a una piazza si possa trovare a Kyoto, ma è anche giardino pubblico, oasi naturale e tanto altro.


Spring Kamogawa
Kamogawa e sakura

01/05/13

Nagoya e ritorno

Appena sveglia ricevo un messaggio di Miguel, wanna go to Nagoya? e non mi serve nemmeno il tempo per pensarci. Venti minuti e sono fuori.
Esco di corsa dalla stazione di Yamashina, salgo al volo nella macchina squadrata - tipicamente giapponese - degli Ebihara, e si parte. Adoro i lunghi viaggi in macchina, mi sono mancati da quando sono qui. Ryu è sempre silenzioso e quando guida non fa eccezione. Simon si addormenta, Tomoko e Miguel scherzano. Fuori dal finestrino, inaspettati, dei sakura ritardatari punteggiano le montagne, abbelliscono i bordi di un'autostrada altrimenti anonima.

Toyota Museum Nagoya

È iniziata la Golden Week, si capisce anche dal traffico per strada. I giapponesi sfruttano al massimo questo ponte a cavallo tra aprile e maggio per darsi al turismo, spesso interno.
Nagoya dista più di cento chilometri da Kyoto, e il viaggio dura quasi due ore. La prima tappa è il Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology, che mostra l'evoluzione dell'industria tessile e racconta la storia della famosa casa automobilistica nipponica. Non nascondo che entrambi i temi mi appassionano pochissimo, ma come una bambina trovo da divertirmi spingendo bottoni che azionano meccanismi complessi e a loro modo affascinanti.

12/04/13

Kyoto nascosta 1.2: Mononoke market

Mononoke marketUn po' di tempo fa vi avevo parlato della Yōkai street, una parte di Ichijō-dōri dedicata a spiriti ed esseri sovrannaturali. Sono tornata da quelle parti di recente per dare un'occhiata al モノノケ市 Mononoke ichi, Mercato degli spiriti.

Si tratta di un mercato delle pulci interamente dedicato ai mostri, nel quale sono venduti piccoli oggetti artigianali, bigiotteria hand-made, illustrazioni di giovani disegnatori, simpatiche spillette. Si possono acquistare anche dōjinshi 同人誌 (riviste autoprodotte) di mangaka non professionisti, ovviamente piene di storie più o meno spaventose legate al mondo del sovrannaturale.

Anche i venditori erano "mostruosamente" mascherati, e gironzolando tra le bancarelle ci si imbatteva in cosplayer più o meno seri, travestiti da spiriti o yūrei 幽霊.

Il mercato si tiene a intervalli irregolari, trovate le date nel sito (solo in giapponese).

Dopo il salto qualche foto del mercato e dei miei acquisti.

06/04/13

Hanami tour de force

Piove da stamattina a Kyoto, e soffia forte il vento. Forse i sakura, delicati come sono, non resisteranno a questo fine settimana impietoso. Ieri mi sono quasi scottata sotto il sole caldo, facendo hanami con gli amici ad Arashiyama, e oggi la primavera sembra di nuovo un miraggio.

Sakura in Uji
Uji nella luce del tramonto

23/03/13

Non solo sakura (per "Tweet your hanami")

Ume at Kitano Tenman-guQuando si dice hanami si pensa subito ai sakura, gli alberi di ciliegio che come nuvole rosa riempiono gli occhi dei giapponesi tra fine marzo e inizio aprile, e che spogliandosi in fretta della loro bella veste ci rammentano la precarietà di tutte le cose lasciando nel cuore un sentimento di indefinibile tristezza.

L'uso di ammirare gli alberi in fiore, però, è nato con gli ume 梅 (nome scientifico: Prunus mume), che danno il meglio tra fine febbraio e fine marzo.

A Kyoto, il Kitano Tenman-gū, dedicato a Sugiwara no Michizane - che nutriva un particolare amore per questo albero - è il posto ideale per godere di un'esplosione di bianco, rosa e rosso da togliere il fiato.

Davanti a una visione così perfetta ho pensato che nessun fiore, nemmeno i tanto celebrati sakura, potesse reggere il confronto. Poi, dopo aver visto ieri il primo ciliegio sbocciato all'improvviso, ho capito che il nome dell'albero non fa differenza, è semplicemente qualcosa in grado di trapassarti da parte a parte, sempre la bellezza, sempre precaria e destinata a svanire in fretta.

11/02/13

Kyoto nascosta #1: Yōkai street

Passeggiando per Kyoto in direzione Ninna-ji mi sono trovata in una via affollata di strane creature, piccoli mostri esposti fuori dai negozi, immagini di esseri sovrannaturali. Incuriosita, ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che si tratta della Yōkai street 妖怪ストリット, traducibile approssimativamente come "strada dei mostri", un tratto di Ichijō-dōri la cui fama risale a un episodio leggendario del periodo Heian (794-1185). All'epoca Ichijō-dōri era il confine più settentrionale di Heian-kyō, il limite tra mondo umano e sovrannaturale. La leggenda narra che una notte i vecchi oggetti gettati via dagli uomini abbiano preso vita sotto forma di yōkai, penetrando nella Capitale proprio attraverso Ichijō-dōri. La Parata Notturna dei Cento Demoni (Hyakki Yagyō) ha ispirato un gran numero di opere d'arte, e a perenne ricordo di quell'episodio un tratto di strada è tutt'oggi dedicato ai mostri del folklore giapponese.

Yokai street

05/02/13

Cose che amo di Kyoto #1

Visto che l'idea dei mini-post ha incuriosito molti, dò il via alla rubrica a cadenza del tutto casuale Cose che amo di Kyoto. Immagini, impressioni di un momento, luoghi da vedere o semplicemente cose che hanno a che fare con la mia quotidianità nella Capitale millenaria del Giappone. Post davvero mini, ma ne arriveranno anche su temi diversi, non temete.

Bando alle ciance, ecco la prima cosa che amo di Kyoto:

Kyoto tower reflection

Il riflesso della Kyoto tower (京都タワー, Kyōto-tawā) sulla stazione (京都駅, Kyōto eki).

La Kyoto tower a Kyoto è per me un po' come San Luca a Bologna: quando la vedo capisco di essere tornata a casa. Non è bella, ma mi fa provare una sensazione dolce di nostalgia, (懐かしさ, natsukashisa).

28/10/12

Jidai Matsuri

Jidai Matsuri
Non sembra, ma sono ancora viva.
Questa settimana non ho avuto tempo per sedermi a scrivere il post che mi girava in testa sul Jidai Matsuri, lo splendido evento a cui ho assistito lunedì mattina. Ho marinato la scuola come una bambina cattiva, ma ne è valsa la pena. Insieme all'Aoi Matsuri e al Gion Matsuri questo è uno dei festival più importanti della città, e si tiene ogni anno il 22 ottobre.

Nel 1895, per celebrare i 1100 anni dalla fondazione della capitale Heian-Kyo, fu fondato il santuario Heian Jingu, dedicato alla memoria di due imperatori: l'Imperatore Kanmu, che trasferì la capitale a Kyoto, e l'Imperatore Komei, l'ultimo che governò da qui, prima del passaggio dei poteri a Tokyo. Da allora ogni anno si celebra questo Matsuri, che consiste in una grandiosa parata durante la quale più di 2000 persone sfilano per le strade della città in costumi che rappresentano le varie epoche storiche del Giappone.

Ci sono un milione di cose fighissime in Giappone, davvero, ci sono i nomihoudai (all you can drink) e le serate al karaoke fino alle 5 della mattina che piacciono tanto ai miei compagni di scuola appena usciti dalla pubertà, e poi ci sono questi eventi che riempiono gli occhi di meraviglia e ti rispediscono indietro nel tempo di mille anni. Inutile dire che questo è il Giappone che preferisco, quello che sono venuta a cercare fino a qui, alla Capitale Millenaria.

08/10/12

Nihon incontra Viaggiappone: Kinkaku-ji e Ryoan-ji

A poco più di una settimana dal mio arrivo a Kyoto posso già raccontarvi il mio primo blog-incontro nel Sol Levante!
Danilo e Yumiko di viaggiappone.com stanno visitando i nipponici lidi, un po' per piacere e un po' per raccogliere materiale per il loro bel sito, prima di andare a trovare i genitori di lei a Fukuoka. Quando mi hanno fatto sapere che sarebbero passati per Kyoto il primo fine settimana di ottobre abbiamo deciso di incontrarci, e ci siamo dati appuntamento davanti al Kinkaku-ji 金閣寺. A noi si sono unite la mia dirimpettaia nonché futura compagna di scuola, Gianna, e Shoko, amica di Yumiko, una ragazza adorabile che studia italiano e che a fine giornata ci ha sorprese regalandoci due omamori, amuleti per proteggerci dalla sfortuna.

kinkakuji

Il padiglione d'oro è esattamente come lo immaginavo: bellissimo e splendente, fotogenico da ogni inquadratura, come una star vanitosa che non voglia dividere la scena con nessuno. L'unica pecca è il suo aspetto vagamente artificiale: come forse saprete, la struttura originale fu data alle fiamme nel 1950 da un giovane monaco, e quella che vediamo oggi è una ricostruzione del 1955.

06/10/12

Bisogno di bellezza: Nijo-jo

Sono solo all'inizio della mia esperienza giapponese, e le giornate a tratti sono ancora complesse, a volte frustranti. Ieri, in particolare, è stata proprio una giornata no. Oltre a fallire nell'impresa di aprire un conto in banca - serve un hanko, un timbro col proprio nome - ho scoperto che andare in bici in questa città è molto più difficile di quanto non sembri: è tutta un saliscendi, e per me che sono parecchio fuori allenamento un quarto d'ora di pedalata è stato infernale, tanto da farmi temere che in realtà la bici qui non mi servirà mai a nulla.

Insomma, oggi avevo decisamente bisogno di distendermi, di stare un po' da sola (a volte fa davvero bene) e soprattutto avevo bisogno di bellezza. Ho deciso di visitare il Nijo-jo (castello di Nijo), patrimonio UNESCO e residenza dello shogun quando si trovava a Kyoto.

Nijo-jo

La costruzione del castello è iniziata nel 1603 e terminata nel 1626 ed è uno dei migliori esempi della cultura del periodo Momoyama.
Il palazzo Ninomaru, costituito da diverse sezioni collegate tra loro, ha una superficie di 3300 metri quadri; le opere sulle pareti furono realizzate da importanti membri della scuola Kano. Purtroppo non è possibile fotografare gli interni.
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