28/08/12

Recensione: La città proibita

La città proibita
满城尽带黄金甲 Man cheng jin dai huang jin jia
Zhang Yimou
Cina/Hong Kong, 2006

Alla vigilia del festival di Chongyang, l'Imperatore ritorna inaspettatamente a palazzo con il secondogenito, il principe Jai. L'Imperatrice nel frattempo ricama senza apparente ragione centinaia di crisantemi, mentre il marito fa aggiungere alla medicina che le somministra da anni un fungo che la avvelena lentamente.

All'interno del Palazzo imperiale, tra le inviolabili stanze reali, vige un rigido cerimoniale fatto di gesti prestabiliti da ripetere ogni ora, ogni due ore, sempre nello stesso modo. Sono luoghi nascosti allo sguardo, all'interno dei quali si tramano intrighi contro i membri della propria stessa famiglia, mentre si continua a recitare il proprio ruolo senza incertezze, come vuole una millenaria tradizione.



In un tripudio di oro e vermiglio, Zhang Yimou ambienta la tragica storia di una donna che, sebbene viva in un contesto fortemente legato all'etichetta e alle formalità, non vuole rinunciare alla propria dimensione personale. Gli squilibri emotivi all'interno della famiglia imperiale, dettati da invidie, ambizioni frustrate e rancori repressi, troveranno sfogo soltanto in un combattimento epico e sanguinoso, espressione dei sentimenti reciproci a lungo covati in silenzio da genitori e figli.

La città proibita

La regia si sofferma su un dettaglio, su un gesto, per poi stupire lo sguardo allargando sulla magnificenza della Corte, luogo di incomparabile splendore.
La sublime Gong Li, dopo essere stata concubina in Lanterne rosse, interpreta di nuovo il ruolo di una donna rinchiusa all'interno di una prigione dorata, e di nuovo il suo personaggio è una figura complessa e incapace di piegarsi alla volontà di un uomo crudele (qui magistralmente impersonato da Chow Yun-fat).
La sfavillante perfezione dell'oro è macchiata dal rosso voluttuoso delle labbra, dal rosso acceso del sangue. Poi, in un attimo, ogni sconvolgimento fa parte del passato. Tutto è immobile, nulla intacca gli equilibri perfetti del Celeste Impero.
Voto: 8+

16 commenti:

  1. Questo film mi piace un sacco.. xD

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  2. A me è piaciuto tantissimo! L'ambientazione è meravigliosa, lo adorerei anche solo per quello. E anche i vestiti, il trucco e gli ornamenti lasciano a bocca aperta. Gong Li è bravissima *_* Jai in armatura dorata coperta di sangue è un gran figo. Ho scoperto che l'attore è un pianista famoso!

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    1. Yimou cerca di stupire in tutti i modi e devo dire che ci riesce, di certo sa come fare il suo lavoro. Non sapevo che l'attore che interpreta Jai fosse un famoso pianista, grazie per l'info!

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  3. Un film che incanta e al tempo stesso ci sconvolge.
    Bellissimo.

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    1. Concordo, la bellezza esteriore è tanta quanto la malvagità di alcuni personaggi, e proprio questo contrasto colpisce al cuore.

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  4. Eh, questo film mi emoziona molto. Lo devo rivedere.

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    1. Ci credo, e immagino l'emozione dopo averla vista dal vivo!

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  5. Devo vederlo *-*
    E' uno di quei film che mi ispira tantissimo, ma che ancora non sono riuscita a gustarmi.
    Gong Li è un'attrice meravigliosa *___*

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    1. Se non hai ancora visto i primi due della trilogia di Yimou (Hero e La foresta dei pugnali volanti) inizia da quelli, poi questo sarà la degna conclusione del percorso.

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    2. Quelli li ho visti *___* La foresta dei pugnali volanti l'ho recuperata proprio quest'anno, in lingua originale con i sottotitoli: me ne sono innamorata *-*

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    3. Il mio preferito tra i tre forse è Hero, devo dire che la presenza di Tony Leung è un punto in più (anche Andy Lau e Takeshi Kaneshiro in La foresta dei pugnali volanti meritano, ma Tony mantiene il primato nel mio cuore).

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  6. Bellissimo film, l'ho visto al cinema e sul grande schermo merita ancora di pi ^^
    La fotografia, poi, è sempre meravigliosa *__*

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    1. Vederlo al cinema deve essere davvero meraviglioso, ricordo di aver visto in sala Hero e alla fine ero quasi commossa da tanta bellezza!

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  7. Uh... voglio vederlo anch'io, uffa!
    PS:"Lanterne rosse" l'ho visto da piccola (troppo piccola) e mi ha terrorizzata...

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    1. Lanterne rosse visto da piccola ci credo che terrorizzi! Però è un film splendido, anche meglio di questo.

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