26/03/12

Recensione: Paranoia Agent

Paranoia Agent
La disegnatrice Tsukiko Sagi, creatrice del popolarissimo pupazzo Maromi, viene aggredita da un ragazzino con pattini dorati e mazza da baseball mentre torna a casa dal lavoro. La ragazza sarà soltanto la prima vittima di Shōnen Bat, che presto fa parlare di sé per violenze sempre più frequenti ed estreme. Sulle sue tracce si mettono i poliziotti Keiichi Ikari e Matsuhiro Maniwa, decisi a fermare la ferocia che il misterioso criminale riversa sulla popolazione di Tokyo.

Paranoia Agent (妄想代理人, Mōsō Dairinin) è una serie in 13 episodi diretta da Satoshi Kon nel 2004.
Come molte delle opere del regista scomparso nel 2010 ha una forte componente onirica, che irrompe nella storia a partire dal quinto episodio. Quella che parte come un'indagine apparentemente banale si carica, di puntata in puntata, di implicazioni psicologiche e sociologiche che fanno di questa serie un'opera complessa e intelligente.
La sovrapposizione di diversi livelli narrativi, le molteplici letture possibili e l'altissimo livello tecnico rendono Paranoia Agent un capolavoro dell'animazione seriale, una di quelle perle che gli appassionati non devono assolutamente lasciarsi sfuggire.


Paranoia AgentKon, da sempre estremamente attento alla qualità delle sue produzioni, sperimenta qui vari stili e differenti linguaggi, rendendoli tutti funzionali alla storia che sta raccontando: attinge abbondantemente dall'immaginario pop e kawaii, strizza l'occhio alla crime story, al fantasy, agli shōjo manga e soprattutto ai lavori di Ōtomo, la cui impronta è evidente nel finale.
La regia impeccabile di questo anime, degna di un vero maestro, contribuisce ad aggiungere tensione, introspezione e mistero, trascinando lo spettatore in una vicenda che si fa sempre più torbida e intricata a ogni puntata.

Questo lavoro deve inevitabilmente essere letto come critica all'assetto socio-economico giapponese in cui vige la legge del consumo a ogni costo, della produttività portata agli estremi, del lavoro come unica ragione di vita che impedisce qualsiasi aspirazione a una serena normalità e dal quale si vorrebbe intimamente fuggire in ogni modo, persino attraverso il suicidio. Nemmeno il mondo dell'animazione è immune da questi mali che affliggono l'intera società: lo mostra chiaramente l'emblematico episodio Maromi dolce-sonno, nel quale è spiegato agli spettatori come e grazie a chi nascono gli anime.

Oltre a questa lettura sociologica, altrettanto importante è quella psicoanalitica, in cui un ruolo fondamentale assumono il desiderio di fuga dalla realtà e le dinamiche scaturite nella mente umana in seguito al senso di colpa.
Dire di più sarebbe rovinare la visione di un lavoro eccezionale, ennesima eredità che il sensei ci ha lasciato in ricordo del suo talento difficilmente eguagliabile.

Paranoia Agent

14 commenti:

  1. Ma qui ci sono tante cose interessanti...
    Anche a me piace quella poesia di Ono no Komachi...

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    1. Grazie Titti!
      Ono no Komachi è una poetessa che amo molto, anche se scriveva molti secoli fa mi immedesimo ancora nelle sue parole.

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  2. Uno degli anime che preferisco in assoluto!
    ..è perfetto in tutto e ha una colonna sonora che definire splendida è poco!

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    1. È vero, davvero difficile trovargli difetti!

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  3. Sembra interessantissimo, ma anche molto angosciante. In lista!

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    1. Angosciante lo è di sicuro, ma ogni tanto ci stanno anche cose di questo tipo, basta essere dell'umore giusto.

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  4. Bellissimo!
    I due detective li adoravo, quello che verso il finale (spoiler) sembra un "pochetto" toccato è un fottutissimo genio!!
    Satoshi Kon un vero maestro, da ripetere e ripetere, un vero maestro. L'anime in questione poi riesce ad essere un perfetto thriller, poi ovviamente è presente anche l'aspetto sociale e psicologico.

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    1. I poliziotti sono caratterizzati e approfonditi molto bene, partono come i classici "poliziotto buono e poliziotto cattivo" e poi assumono una personalità ben precisa.
      La scomparsa di Kon è una vera tragedia oltre che sul piano personale anche su quello artistico: avrebbe avuto tante altre cose da dire e con cui stupire.
      Hai ragione, ho dato un po' per scontato il lato thriller, ma anche quello è perfetto.

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  5. Ce l'ho in lista da un sacco di tempo, appena ho voglia di fare una bella serata (magari anche due o tre) seria lo recupero di sicuro. E' lì pronto per essere visto ^^

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    1. Per vederlo bisogna sicuramente essere dell'umore giusto, ma vale veramente la pena. Poi fammi sapere come ti è sembrato!

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  6. scusami, io ho visto Paranoia Agent tre volte, ho letto libri e articoli e ci ho dedicato metà di un capitolo della mia tesi e quindi non penso che sopravviverei se qualcuno mi costringesse a vederlo di nuovo...però a parte questo sicuramente ne vale la pena! XD

    Satoshi Kon mi manca tantissimo, il giorno che è morto ho passato la notte a rivedere i suoi film e a piangere...certi artisti non dovrebbero morire mai!!!

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    1. Be' allora sicuramente ne sai molto più di me, posso capire che tu non abbia voglia di vedertelo un'altra volta! La tua tesi deve essere molto interessante, anche a me sarebbe piaciuto inserirci l'animazione giapponese ma proprio non aveva nulla a che fare col mio piano di studi.
      Kon è stato una grande perdita, non avere la possibilità di vedere i suoi sviluppi artistici futuri è tristissimo.

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  7. Ho da poco visto Tokyo Godfathers di Satoshi Kon e vorrei approfondire il suo lavoro, però penso di dedicarmi prima a Paprika, spero di vedere più in là anche Paranoia Agent.

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    1. Paprika è uno dei film più conosciuti di Kon e merita, Paranoia Agent lo lascerei come opera finale visto che condensa le tematiche del regista in una serie più lunga e impegnativa rispetto ai lungometraggi.

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