07/11/11

Recensione: Una donna spezzata

Tutte le donne si credono diverse; tutte pensano che certe cose, a loro, non possono succedere. E si sbagliano tutte.

Una donna spezzata
Cercando qualcosa in casa che non avessi ancora letto ho iniziato a passare in rassegna i libri dei miei genitori, abbandonati sugli scaffali più alti e inaccessibili della libreria, e oltre una mortifera nuvola di polvere ho intravisto il nome di Simone de Beauvoir. Ricordavo di aver già soppesato quel volume per qualche momento durante l'adolescenza e di averlo posato presto, stimolata da qualche nuova scoperta più giovane e alla moda. Adesso invece mi è scivolato docilmente tra le mani come una bestiolina pronta a farsi addomesticare, e io ignara di tutto l'ho aperto serena, attenta e curiosa come quando mi approccio ad un qualunque nuovo romanzo. Povera ingenua! Non ero io che l'avevo scartato, era lui che mi aveva lasciata rosolare ben bene fino ad oggi, quando cotta a puntino ho iniziato a sfogliarlo lentamente, annusando l'odore familiare che prende la carta col passare degli anni.
A 17 anni il futuro era il domani, al massimo l'estate successiva. A 25, pur allergica come sono all'età adulta, sono obbligata a strutturare i miei piani in un'ottica diversa, più - mio dio - responsabile. L'università è ancora una culla confortevole che mi separa dal mondo con la sua routine di esami, ricevimenti, burocrazia antipatica; il Giappone poi è un'enormità che quasi mi impedisce di immaginare cosa sta dall'altra parte dell'oceano di esperienze che mi attendono. Posso forse fantasticare sulla mia vita a 30 anni, ma di certo non posso ancora superare quella soglia. Lasciatemi un po' di respiro, no?



Una donna spezzata mostra in realtà tre donne nel pieno di una crisi, tradite o abbandonate o messe da parte dagli uomini a cui avevano dedicato ogni molecola di sé. "Questo è quello che ti spetta per non esserti costruita uno spazio che fosse tuo", sembra rimproverarle la Beauvoir, impietosa pur nella sua invisibilità, "non cercare scuse altrove". Le illusioni dei tempi felici cadono come le foglie secche e lasciano nude le tre ingenue che si nascondevano sicure nelle loro effimere fortezze, felici di una felicità speciale ed eterna solo nei loro sogni di ragazze. La verità è che ci sentiamo tutte uniche, abbagliate dall'apparente semplicità dell'amore, dalla dolcezza dei vent'anni, e dimentichiamo che ad ogni alba radiosa dovrà seguire un malinconico crepuscolo. Pur essendo convinta di essere riuscita a costruirmi un angolo tutto per me, pieno dei miei interessi e delle mie mille cose da fare, ho il timore che sia ancora troppo angusto.
Ho avuto un nodo alla gola che si andava stringendo di pagina in pagina, lasciandomi quasi atterrita perché non si sfugge all'universalità delle parole della Beauvoir, non si sfugge all'invecchiamento, alla solitudine, all'idea che un giorno non mi sentirò più speciale e fortunata come oggi e che la mia unicità si mimetizzerà con quella di tutte le altre donne del mondo.
Questo è un libro da leggere non per il piacere di una bella scrittura ma per la dolorosa verità che nasconde, che odiamo sentirci dire ma di cui allo stesso tempo abbiamo un innegabile bisogno. Perché le parole di una femminista non sono mai inattuali, perché anche se sono passati più di quarant'anni rischiamo ancora di ritrovarci deboli, dipendenti, apprensive, ossessive, oppresse e infine incapaci di rialzarci con le nostre sole forze.

5 commenti:

  1. Ho sempre voluto leggere qualcosa di suo. Però direi che per questo libro dovrò aspettare ancora un po', sono già troppo ansiosa per il mio futuro (anche in senso femminista) adesso.

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  2. A vent'anni ero convinta che avrei costruito la mia vita da sola. Pensavo che dividere la mia vita con qualcuno fosse un limite alla mia libertà e alla mia indipendenza. Poi il destino mi ha fatto trovare la mia metà, che mi completa, mi sostiene e mi incoraggia a coltivare i miei sogni... Resto con i piedi per terra, le sconfitte sono sempre dietro l'angolo, ma ho smesso di vedere il futuro come un pericolo, e se alle volte ho paura so a chi chiedere aiuto. Mi considero una femminista convinta, e non credo di essere incoerente con questo pensiero quando auguro sinceramente alle donne di trovare un compagno che ami le donne mettendo il rispetto al primo posto come è successo a me.
    Sei coraggiosa come solo le donne sanno essere, e ti auguro di esaudire i tuoi sogni!

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  3. @Piperita Patty: in tal caso sei giustificata, ma aggiungilo assolutamente alla lista dei libri da leggere in futuro.

    @Ciccola: capisco ESATTAMENTE cosa intendi. Anche io non ho mai sentito il bisogno di avere qualcuno finché non ho trovato QUEL qualcuno. Grazie davvero, sono commossa!

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  4. Quel romanzo è STU-PEN-DO!! Ce lo fece leggere la prof di francese in quarta superiore e mi piacque subito.
    Io credo che certi romanzi ci aspettino al varco. Li sfioriamo, li intercettiamo, li guardiamo di sottecchi ma sono loro che decidono quando è il tempo di leggerli :)

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  5. @ Nega: esatto, ci aspettano. Se l'avessi letto alle superiori, ostinata e bastian contrario com'ero, avrei tirato su un muro. Adesso sono un po' più malleabile e l'ho accolto e compreso come meritava.

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